Kayak trekking in Sardegna - 5 AGOSTO - RITORNO ALLA CIVILTA'



All’alba Cala dei Ginepri è ancora più bella! Sulla mia destra sorge un sole caldissimo. Illumina dapprima la tenda poi le sdraio e gli ombrelloni lasciati dai bagnanti. Salgo sugli scogli dove avevo mangiato la sera prima e scatto questa foto.


Tiro fuori dal gavone la sacca con le provviste per la colazione e dalla sacca grande di poppa il fornellino e la stuoia. [...] 

Mi faccio un caffè che accompagno con un paio di brioche. Finito il caffè è la volta dei cornetti. Uno, due, tre cornetti che apro a metà e riempio di marmellata. Ne ho addirittura di due tipi: una alle albicocche e una alle fragole. Mi shakero un po’ di proteine in polvere con l’acqua che mi è rimasta nelle borracce e rimetto tutto a posto. Smonto la tenda e sistemo ogni cosa nel kayak. Sono pronto. Prima di partire dò un’occhiata alle mappe satellitari e calcolo il percorso. Mi accorgo che mancano solo 15 km al campeggio di Palau dove ho deciso di fermarmi. Oggi lavorerò di meno! 
Mi metto in acqua e raggiungo il porto di Cannigione sulla parte opposta del Golfo di Arzachena. Risalgo il golfo mantenendomi sempre vicino alla costa e sfiorando l’isolotto dei Fichi d’India.


Passo il camping “Isuledda”, riconoscibile dalle roulotte e dai camper parcheggiati vicino al mare, 


giro Tanca Manna e mi fermo sulla sua grande spiaggia.


Mi rifornisco di acqua e riparto costeggiando Spiaggia Mannena e approdando a Le Piscine. 


Un semplice accostamento di ginepri, sabbia e acqua smeraldo crea uno spettacolo unico! Qualche tuffo e riparto. Supero il comune di Le Saline e approdo sulla spiaggia del Camping Capo d’Orso. Riparto e verso le 13 doppio il faro di Capo d’Orso. Appena giro vengo investito immediatamente dal temuto maestrale. Non ho ancora mangiato e la stanchezza si fa sentire così mi fermo in una spiaggetta a poche centinaia di metri dal campeggio. Vedendo crescere il mare sono costretto a rinunciare all’idea di girare l’isola di S. Stefano e decido di entrare direttamente in campeggio. Entro nel porticciolo stracolmo di gommoni e fermo il kayak sull’unico pezzettino di spiaggia presente. Risalgo a piedi il campeggio fino alla direzione e come al solito sono costretto a spiegare per prima cosa come mai sono dentro il campeggio senza esserci mai entrato! Ritorno al kayak e cerco un posto per la tenda più vicino possibile all’ingresso in acqua.


Mi da una mano a montare la tenda Filippo, un ragazzo austriaco dall’accento fiorentino, che si dimostra subito simpaticissimo e con cui si crea subito feeling. Dopo mezz’ora siamo già a mangiare e bere assieme. Mi dice un sacco di cose utili sul campeggio e mi racconta di sé, delle sue vacanze sfortunate in Calabria, dei suoi 5 anni a Firenze e delle alpi austriache dove mi propone di fare un trekking assieme alla mia amica Ambra di cui gli avevo parlato. 


Va via dopo l’ultima Ichnusa e per un po’ divento triste. Solo la pizza tirolese delle 18:30 mi riporta l’umore su. Il pomeriggio trascorre tranquillo ed in completo relax. Di fronte a me c’è il mare sferzato dal maestrale. Solo a sera si calmerà per regalarmi questo splendido tramonto.


Alle 21 sono già cotto. Entro in tenda per scrivere due righe di diario. Rifletto sul fatto che il campeggio non mi piace poi tanto.  Non sono più abituato ai vocii notturni. Mi manca il rumore delle onde sul bagnasciuga. Mi mancano le stelle prima di chiudermi in tenda. E domattina mi mancherà la sensazione di avere la spiaggia tutta per me. Con questi pensieri nostalgici cerco di addormentarmi nonostante gli schiamazzi dei tedeschi dietro la mia tenda. Ci riuscirò intorno alle 22:30. 


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