Kayak trekking in Sardegna - 11 AGOSTO - ROTTA PER IL PARADISO



Sveglia alle 6. Mi alzo, preparo tutto. Colazione al bar alle 7. Alle 8:15 sono in acqua. La giornata è soleggiata ed il mare calmo. L’ho odiato il campeggio, mi sembrava una prigione. Finalmente libero, dirigo la prua verso Punta Fico a sud di Caprera. Una volta doppiata Punta Fico, entro in Porto Palma e trovo subito a sinistra una piccola spiaggetta con tantissime barche a vela bianche tirate in secco. Ci sono decine di ragazzi e ragazze che si preparano per veleggiare. Continuo il mio giro fino a quando vengo colto da una incontrollabile curiosità vedendo un ragazzo che si lava addirittura i denti vicino a dei lavelli in riva al mare!  [...]


Mi spiega che a Porto Palma c’è una delle più importanti scuole di vela d’Italia dove tantissimi ragazzi da tutto il mondo si iscrivono ai corsi di vela estivi quindicinali.  Lo ringrazio per l’informazione e riparto. Esco da Porto Palma, pieno zeppo di barche a vela, e mi dirigo verso Punta Rossa, la parte più a sud dell’isola. Prima di doppiarla, vedo alla mia sinistra delle antiche mura difensive.


Il complesso dovrebbe essere una fortificazione utilizzata in passato per scopi bellici. Doppiata Punta Rossa, dopo circa 1 km, approdo sulla prima, bellissima spiaggia di una lunga serie: Cala Andreana.


Non la vedevo dal 2005. Tanti ricordi riaffiorano nella mia mente. Non posso non pensare a quella bellissima vacanza. Ricordo lo scoglio, il colore rosso della pietra, il verde intenso della macchia mediterranea e i riflessi turchesi del mare


immortalati in una delle più belle foto che scattai con la mia prima fotocamera digitale. Faccio una piccola, nostalgica sosta nei ricordi, poi proseguo. Appena esco dalla baietta sono subito dentro un’altra.  Poche pagaiate e arrivo alla famosa Spiaggia del Relitto.


Qui c’è così tanta gente da non riuscire a trovare un posto per il kayak. Decido quindi di lasciarlo attaccato ad una boa gialla ad una trentina di metri dalla riva


e di proseguire a piedi fino alla battigia. Spuntino, birretta e si riparte. Giro attorno alla parte più panciuta di Punta Rossa, lasciandomi a destra l’Isola Pecora e approdando sulla meravigliosa Cala Portese.





Durante la sosta in spiaggia faccio amicizia con Davide e Lisa. Sono napoletani e, per esperienza, so che la generosità partenopea non si fa attendere molto… Infatti mi fanno conoscere dei loro amici sardi che stanno finendo di pranzare e che mi offrono frutta, torta e caffè! In più Lisa mi prepara uno squisito panino con insalata e tacchino che mangerò a fine giornata. Scattiamo tutti insieme una foto ricordo,


Li saluto caldamente e lascio Cala Portese ancora estasiato da tanta generosità. Risalgo la costa est di Caprera per circa 3 km lungo i quali non trovo alcuna spiaggia, fino ad arrivare verso le 15:30 a Cala Brigantina.


Qui domina il colore verde smeraldo della macchia che si riflette nell’acqua.


Riprendo fiato e mi preparo psicologicamente a rivedere la più bella spiaggia che abbia mai visto in tutta la mia vita. Quasi col cuore in gola e pieno di emozione, percorro i 2 km che mi separano da quella che i francesi chiamano Tahiti. Schivo uno ad uno tutti i megayacht ancorati prima delle boe e  piano piano finalmente la vedo apparire in tutta la sua sfolgorante doppia bellezza: Cala Coticcio.


Si compone di due calette affiancate, separate da un ammasso roccioso sul quale arrampicandosi è possibile ammirarle entrambe e passare da una all’altra. Ci si può arrivare o via terra, attraverso un’ora di camminata lungo un sentiero sterrato bruciato dal sole, oppure via mare. La seconda via, per i fortunati possessori di un mezzo da diporto, è preferibile. Ve lo dice uno che le ha provate entrambe…
Mi fermo prima alla caletta di sinistra. Salgo sulle rocce affianco e scatto qualche foto.


L’abbraccio delle rocce rossastre alla piccola lingua di sabbia è sublime. Dà un senso di protezione e di totale immersione nella natura. Adoro questa sensazione! Passando dall’altra parte anche il più insensibile rimane in estasi per qualche minuto.


La trasparenza del mare raggiunge il suo massimo e lo scoglio nel bel mezzo dello specchio d’acqua sembra l’ultimo tocco del pittore Dio alla sua più riuscita opera d’arte. In foto non è possibile vedere il movimento dei riflessi di luce nell’acqua. Vi assicuro che è fenomenale. Forse vedendo questo video potrete comprendermi.


Mentre osservo questo paradiso sento un signore che si lamenta perché il mio kayak e quello affianco occupano troppo spazio sul bagnasciuga.


Mi sale il sangue alla testa, poi mi calmo e gli rispondo: “Lei è arrivato qui nel parco nazionale col suo bello yacht, inquinando. E’ sbarcato insieme a sdraio e ombrelloni col suo bel gommoncino a motore, inquinando e ha occupato tutto il posto che voleva sulla spiaggia. Io invece mi sono rotto la schiena per arrivare fin qui senza inquinare. E se non ho capito male ora si sta lamentando dello spazio occupato dal mio kayak? Nel caso avessi capito male mi scuso sin da ora ma nel caso avessi capito bene, le consiglio di chiudere qui la conversazione, allontanarsi in fretta e fare finta di non aver mai parlato con me.” Il tipo decide di seguire alla lettera il mio consiglio. Per smaltire la rabbia residua decido di immergermi e portare con me la fotocamera subacquea. Inseguirò ogni specie di pesce: dal cefalo al rombo, dalla marmora al sarago.


Finito con lo snorkeling fotografico, consulto le mappe e mi accorgo che non ci sono più spiagge su tutto il versante orientale e settentrionale di Caprera. La spiaggia più vicina a portata di kayak è Cala Napoletana, sul versante occidentale. Sono già le 17:40 e mi devo muovere alla svelta. Un ultimo sguardo al paradiso che mi lascio alle spalle e prendo il largo. Dopo aver girato la parte nord di Caprera, riscendo. Non vedendo alcuna spiaggia, proseguo ancora fino ad arrivare all’enorme Cala Garibaldi. Faccio una breve sosta e consultando le mappe satellitari mi accorgo di aver saltato inspiegabilmente Cala Napoletana. Non c’è problema: la raggiungerò domani percorrendo a ritroso un piccolo tratto di mare. Decido poi di fermarmi sulla vicina Cala Serena, più raccolta e suggestiva di Cala Garibaldi. Quando sbarco col kayak sono le 20 e il sole è quasi all’orizzonte.


Faccio due chiacchiere con alcuni bagnanti sulla spiaggia che mi si avvicinano incuriositi. In particolare stringo amicizia con Cristina che mi chiede i recapiti per contattarmi dopo il trekking e leggere il diario che pubblicherò. Divoro il panino di Lisa in quattro morsi e mi risparmio la pasta. Caffettino veloce e poi finalmente monto la tenda. Dopo 30 km mi rimane solo la forza per scrivere queste righe. Notte. Sono felice.

3 commenti

Ciao Marco, bel racconto. Mi sono immedesimato molto e ho rosicato ancora di più! Grande!

Sono contento ti piaccia. Ciao Francesco!

Complimenti! Viaggio bellissimo e racconto avvincente.

Ti stimo, ammiro e invidio!


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