Kayak trekking in Sardegna - 15 AGOSTO - FERRAGOSTO A S. MARIA


E infatti il vento non si è calmato! Sono sveglio dalle 7. Un po’ tardi per via della notte burrascosa appena trascorsa. Ho dovuto perfino arretrare la tenda di 3-4 m per via della mareggiata. Ho dormito un sonno molto inquieto, disturbato dal rumore implacabile del vento e della risacca. Mi alzo però con una energia incredibile. Voglio assolutamente partire! Mi faccio una doccia, poi passo dal market a rifornirmi di provviste e acqua e finalmente faccio colazione. E’ tutto pronto alle 9. Dirigo la prua verso l’ultima spiaggia di Maddalena che ancora non ho visitato: Baia Trìnita. [...]


Una spiaggia bella ed ampia.


Ci rimango per poco tempo, giusto il necessario per pianificare la traversata fino a Budelli. Sono indeciso se attraversare oppure no il canale direttamente da Baia Trìnita, nonostante il vento di tramontana teso. Il mare fa paura; le onde sono alte più di 1 m e la distanza da percorrere è di circa 6 km. Ma ancora più paura mi fa l’idea di rimanere fermo per il terzo giorno consecutivo. Un attimo di incoscienza e parto! Mi accorgo subito della difficoltà dopo le prime pagaiate. Sono costretto a pagaiare quasi esclusivamente col braccio sinistro per tenere dritta la prua spinta dal vento. Su alcune barche a vela che incrocio, gli skipper mi chiedono a gesti se è tutto ok. Capisco di essere un po’ folle. L’isola di Budelli sembra lontanissima, abbasso lo sguardo per non scoraggiarmi. Rimango concentrato fino all’arrivo sulla costa. Ho il braccio pieno di acido lattico e devo ancora pagaiare perché sulla vicina Spiaggia Rosa è interdetto lo sbarco.


Qualche centinaio di metri e fermo il kayak su una linguetta di sabbia larga un paio di metri. Dopo 1 ora e un quarto sono sull’isola di Budelli. Sfinito ma soddisfatto per la buona riuscita della traversata. Mi rifocillo un po’ e recupero le forze del braccio sinistro. Continuare la navigazione, facendo il giro di Budelli, col mare in queste condizioni, è impossibile. Per di più sono anche stanco. Dopo aver visto le immagini satellitari della zona, decido di raggiungere la vicina isola di Santa Maria e sostare sull’omonima spiaggia. A mezzogiorno parto. Attraverso Porto della Madonna (detto anche “Le Piscine”),


uno specchio di acqua turchese e limpidissima circoscritto dalle isole di Budelli, Santa Maria e Razzòli, attraverso il Passo del Topo, per accorciare, e dopo un breve tratto entro in contatto visivo con Cala S. Maria. Approdo, mi guardo attorno, salgo su delle rocce sulla punta sud della spiaggia e scatto questa foto.


Non ho parole. Come al solito la Natura mi ricompensa sempre dei miei sforzi e della mia perseveranza. Lo spettacolo è oltre ogni immaginazione. Rimango basito per parecchio tempo. Lascio il kayak alla punta sud e percorro a piedi tutta la spiaggia, fino alla punta Nord. La ricezione 3G è scarsa ma riesco a trovare un punto in cui la rete,  anche se debole, è presente. Vado a riprendere il kayak e via mare lo porto nel luogo trovato. Rimango tutto il pomeriggio a fare la siesta sotto l’ombra di un albero, mentre la spiaggia si riempie e si svuota di centinaia di bagnanti che scendono da 5-6 barconi dalla punta Nord della spiaggia.


Non c’è alcun bar nei paraggi ma il ragazzo che vende souvenirs in fondo alla spiaggia mi dice che i barconi sono attrezzati di tutto punto. Non finisce nemmeno la frase e ho già una birra fredda in mano. Come il cane con l’osso vado a berla in disparte, all’ombra. Il pomeriggio scorre via così, così come vorresti fosse tutta la vita: felice. Quando pensavo di essere rimasto ormai l’unico in spiaggia,


ecco che vengo letteralmente investito da decine di fedeli in processione verso una non meglio identificata chiesa. Ma che cazzo, proprio qui?! Il kayak, di fronte al cancello di ingresso del viale, impedisce il passaggio e sono costretto a spostarlo.


 I pellegrini mi guardano tutti male.


Passa una mezz’oretta e arieccoli che tornano con lo strascico di litanie con cui erano venuti. Penso che in un posto meraviglioso come questo non ci sia preghiera migliore di quella che si fa contemplando il mare nel più assoluto silenzio. Rimasto ormai solo e col ventre vuoto, opto per uno spaghetto al pesto. Scende la notte e questa spiaggia, calpestata da migliaia di persone di giorno, ritorna silenziosa. E’ in questo silenzio che piano piano, dopo aver montato la tenda, mi addormento. Un Ferragosto semplicemente indimenticabile.


EmoticonEmoticon