Kayak trekking in Sardegna - 16 AGOSTO - IL GIORNO PERFETTO!

 


Mi alzo di primo mattino e lo spettacolo dell’aurora, alle 6 del mattino, è da sogno.

Le sfumature del cielo sono delicatissime e i colori pastello dominano il paesaggio. Il mare è calmo. Sapendo i km che mi attendono, faccio una colazione molto abbondante. Dopo l’alba, lo spettacolo che mi circonda è questo. [...]

Rimetto l’attrezzatura sul kayak e sono pronto per lasciare Cala S. Maria. Salgo sul kayak e guardando in basso, noto la trasparenza incredibile dell’acqua.
Tra le spiagge di grande estensione, Cala S. Maria è, senza ombra di dubbio, la più bella dell’arcipelago. Decido per il giro antiorario del gruppo di isole costituito da S. Maria e Razzòli. Alle 8:30 parto. Dopo aver doppiato la punta nord di S.Maria, la prima sosta la faccio a Cala Muro. Mi lascio a sinistra il Passo degli Asinelli, che separa S. Maria da Razzòli e proseguo lungo la costa frastagliata e selvaggia di quest’ultima. La seconda sosta la faccio a Cala Lunga,

la più grande di Razzòli. Riconosco, su una barca che mi viene incontro, la stessa signora che avevo incontrato sul lido di Maddalena e che mi aveva offerto da bere. Ci salutiamo con affetto sbracciandoci vistosamente! Proseguo fino a circumnavigare tutta l'isola e ritorno al Passo degli Asinelli. Qui c’è una spiaggetta dove mi fermo e faccio fuori l’ultimo goccio d’acqua. Purtroppo stamattina non erano ancora arrivati i barconi quando sono partito e non ho potuto fare scorta d’acqua. Non essendoci un bar su nessuna delle tre isole che mi circondano (siamo infatti nella zona più remota del parco), decido di ritornare a Cala S. Maria per comprare acqua e qualcosa da mangiare. Alle 13  fermo il kayak alla punta nord della spiaggia e salgo su uno dei barconi a comprare birra (immancabile), acqua e un pacco familiare di TUC, sbranato poi sul posto. Mentre sono vicino al kayak con i piedi in ammollo a guardare i pesciolini, più affamati di me, che divorano le briciole, mi si avvicinano dei signori con accento romano e mi chiedono da quale sperduta zona d’Italia arrivi. Quando gli dico che sono partito da Olbia col kayak ci mettono qualche minuto a credermi. Sono dei ragazzi molto simpatici e gentili, al punto da invitarmi a pranzare con le loro famiglie su di un grosso gommone ancorato ad un centinaio di metri dalla riva. Accetto con piacere. Arrivato vicino al gommone, mi tuffo in acqua e lego il kayak ad una boa gialla. Salgo a bordo tipo pirata dei Caraibi, direttamente dal mare e mi presento alle signore con non poco imbarazzo. A bordo c’è una ciurma di bambini e ragazzini incuriositi dalla mia presenza. Mi accolgono con una Corona ghiacciata (già li amo) e dopo poco pranziamo con antipasti e un’insalatona di farro buonissima! La foto ricordo è d’obbligo.

I bambini si divertono a buttare in acqua dei pezzi di pane e a vedere centinaia di pesci in banchetto sotto lo scafo.
Dopo i saluti e i doverosi ringraziamenti me ne vado così come ero venuto. Tuffo in acqua e a nuoto fino al kayak. Sono le 15 quando dirigo la prua verso il Passo del Topo e da qui verso la Spiaggia del Cavaliere a Budelli. La spiaggia è gremita e non mi fermerò. Inizio così il giro antiorario di Budelli, l’ultima isola dell’arcipelago che ancora non ho visitato. Dopo l’abbondante pranzo ho così tante energie che termino il giro senza fare nemmeno una sosta. Arrivo alla spiaggetta dove sono sbarcato ieri.
Ho terminato il giro di tutte le isole dell’arcipelago. Decido di aspettare fino a quando non cali il vento. Ne approfitto per riposarmi (ho percorso 26 km). La batteria di scorta è di nuovo in panne. Decido quindi di ritornare sulla spiaggia del campeggio, facendo a ritroso la stessa traversata di ieri. Culo vuole che il vento sia girato e me lo ritrovo di nuovo contro (all’andata era un ponente, adesso è un levante!). Pazienza! Testa bassa e giù di pagaiata. Dopo un’oretta atterro ad Abbatoggia. Mi viene incontro Nadia, una signora che avevo conosciuto in spiaggia durante la permanenza dei giorni scorsi. Mi chiede che giro ho fatto e le racconto le tappe di ieri e di oggi. E’ molto dolce e gentile! Mi invita a mangiare una pizza con lei ed i suoi amici e accetto volentieri.
Per niente al mondo mi perderei l’ultimo tramonto ad Abbatoggia. Ed eccolo puntuale all’appuntamento in tutto il suo splendore.
 
La serata in pizzeria scorre piacevolissima.
 
Gli amici di Nadia sono un po’ avventurieri come me e c’è subito feeling. Abituato ad andare a dormire alle 21:30 – 22, a mezzanotte ho gli occhi che si chiudono. Mi dispiace tantissimo lasciarli ma il fisico, dopo i 31 km di oggi e la sveglia alle 6, ha detto stop. E devo ancora montare la tenda!!! Mentre saluto tutti scopro che mi hanno persino pagato il conto!! A nulla valgono le mie rimostranze, nessuno vuole soldi, Nadia in primis. Con lei mi do appuntamento di buon mattino domani in spiaggia per gli ultimi saluti prima della definitiva partenza. Torno al kayak e monto la tenda a mò di automa con la batteria scarica. Prima di addormentarmi, riesco perfino a scrivere queste pagine di diario. Penso: varrebbe la pena vivere anche solo per trascorrere una giornata come questa. A domani mondo.


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