Kayak trekking in Sardegna - 19 AGOSTO - GOODBYE SARDEGNA



Mi alzo sapendo di aver trascorso l’ultima notte del trekking. Monto la fotocamera sul cavalletto  e documento l’ultima colazione con un video.  [...]

 
E’ qualche giorno che controllo le previsioni del tempo e queste confermano sempre un brusco peggioramento del tempo per il 20 Agosto. Sono stato costretto quindi a forzare i ritmi di pagaiata degli ultimi due giorni per arrivare ad Olbia entro il 19 Agosto. A meno di imprevisti dell’ultim’ora, la folle corsa può dirsi quindi riuscita. Ieri ho tracciato la rotta per la giornata di oggi. Ho previsto due sole soste: la prima appena girato Capo Figari e la seconda subito prima dell’ingresso nel porto, sulla spiaggia di Pittulongu, dove sostai la prima notte. Farò esattamente così! Col mare calmo mi godo i primi 12 km di pagaiate con la vista imponente del promontorio di Capo Figari a picco sul mare.


Appena doppio il capo,


si staglia sullo sfondo l’isolotto di Figarolo. Sosto proprio di fronte, a Cala Moresca, sulla spiaggetta gemella di quella dove mi fermai all’andata. Bevo, mangio e poi, verso mezzogiorno, riparto per una traversata senza soste di 8 km che taglia tutto il Golfo Aranci. Sono quasi le 14 quando finalmente tocco terra sull’enorme spiaggia di Pittulongu. 


La trovo completamente diversa da come la ricordavo. E’ larghissima, con un mare cristallino e soprattutto piena di bagnanti. Noto subito sulla spiaggia un ristorante davvero chic, pieno di gente ben vestita. La locandina non è niente male.


Decido quindi di andarci a pranzare. Poi mi guardo e capisco che non è il caso di presentarsi così, come un profugo. Prendo maglietta e infradito dal gavone ed entro. L’intenzione è quella di mangiare molto. Pepata di cozze con bagno di due panini interi e succhio di tutto il sughetto rimasto. Poi è la volta di un succulento spaghetto allo scoglio che mi vede protagonista di una scarpetta sublime all’ultima goccia di sugo.


Parlando coi signori di fianco, non posso non notare tra le portate sul tavolo, un dolce di pasta sfoglia con panna e fragole. La visione è paradisiaca!


Nel giro di trenta secondi l’ho già ordinato al cameriere. Prima di andare, lui mi guarda e mi chiede di quale paese sia. Gli dico genericamente che sono di Bari. Lui non contento mi chiede ancora: “di Bari o della provincia?”. Gli rispondo: “di Corato” e lui “io di Ruvo”. Scoppiamo a ridere tutti e due. 

 
Ruvo di Puglia dista solo 6 km da Corato! In 19 giorni di trekking in Sardegna vado a mangiare una sola volta al ristorante e chi incontro? Un Ruvese!!! Si chiama Mauro ed è a Pittulongu a lavorare fino a fine stagione. Diventiamo subito amici. Dopo avergli raccontato la mia avventura, mi regala una bottiglia d’acqua e finito il suo turno, mi raggiunge in spiaggia per vedere il kayak. Parliamo un po’ e dopo una mezz’oretta ci salutiamo con grande affetto. Alle 18:30, con lo stomaco super pieno, riparto. Mi separano solo pochi km dalla fine del trekking e li percorro tutti con un’ immensa nostalgia. Ripercorro a ritroso il tragitto del folle sbarco notturno del 1° giorno. A poca distanza dal kayak, dei grossi cefali saltano sull’acqua. Sono gli stessi che tanto mi impaurirono la notte dello sbarco. Ora mi fanno sorridere e stemperano l’amarezza delle ultime pagaiate. Riconosco lungo la costa le boe degli allevamenti di cozze e gli scogli affioranti poco vicino il porticciolo turistico. Quando ci arrivo, mi tocca aspettare un po’, giusto il tempo che rientrino delle piccole barche a vela monoposto guidate da alcuni ragazzini. Isso da solo il kayak e lo guardo con gli occhi tristi e felici per il bellissimo viaggio ormai concluso. Gli do una pacca sulla spalla come quella che si da ad un amico dopo una bella avventura trascorsa assieme. Mi raggiunge sul molo una persona che scopro essere il Presidente della Lega Navale di Olbia. Mi chiede del mio viaggio e si meraviglia del fatto che non lo abbia contattato per avere il supporto della Capitaneria di Porto e l’organizzazione degli eventi di partenza e arrivo. Basito, gli rispondo di non averci proprio pensato e di non aver mai immaginato un tale interesse per il mio trekking. Mi offre da bere nel bar della lega e mi chiede se intenda docciarmi. Non contento, chiama un suo amico alla Tirrenia annunciando il mio arrivo a bordo della nave che parte a mezzanotte e raccomandandosi per la sistemazione mia e del kayak. Lo ringrazio tantissimo, mi congedo e col kayak sul carrello, percorro tutto il lunghissimo molo fino alla stazione marittima dove farò il biglietto.


Passo il gate e piano piano mi appropinquo alla nave. Mi si avvicina un signore che dice di essere il timoniere del traghetto. Si chiama Vittorio ed è curiosissimo di sapere cosa ho fatto con quel kayak stracolmo di attrezzatura. Dopo avergli raccontato il mio viaggio, a stento mi crede. Poi, con gli occhi ancora sgranati, mi invita a passare con lui un po’ di tempo sul ponte di comando del traghetto. Ci incontreremo verso le tre e mezza di notte e godrò dello spettacolo incredibile dei fulmini sul mare visti da un’altezza di circa 30 m!!! Non poteva esserci commiato più bello dalla mia Sardegna. Sembra che perfino il cielo mi saluti. Vado via prima che arrivi l’ufficiale di turno. Saluto Vittorio, ritorno alla mia poltrona e mi riaddormento per qualche ora ancora, fino all’arrivo nel porto di Civitavecchia.
Finisce qui il mio viaggio. Lo dedico a tutti i sognatori, a coloro che non sanno vivere troppo distanti dal mare, a chi sa immaginare un mondo migliore, ai viaggiatori di ogni età che come me vivono di emozioni.

4 commenti

Grazie,grazie,grazie,Marco.
Anche per la tua ultima frase di dedica:è proprio per questo che alcuni di noi riescono a sopravvivere...
Un abbraccio,
Mariobios.

grazie Mario!! L'uomo quando perde il contatto con la natura diventa abominio

Grazie, grazie e grazie, attraverso il tuo racconto ho viaggiato insieme a te ...da lontano, ma accanto al tuo cuore più di quanto tu possa immaginare, attraverso le calette, la gente e le onde del mare...nei posti che resteranno nostri...Per non smettere di sognare.
Francesca
"Uomo libero, amerai sempre il mare! Il mare è lo specchio della tua anima nel volgersi infinito dell'onda e il tuo spirito è un abisso altrettanto amaro."- C. Baudelaire

Che ti devo dire ?
Bravo e grazie.
All'inizio di questa estate spero proprio di ripercorrere il tuo tragitto, sono due anni che ci provo, ma c'è sempre qualche impiccio che me lo ha impedito.
Farò riferimento ai tuoi appunti e spero di usarli fino in fondo.
Ciao
Simone


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