Giro della Corsica in kayak - PREPARAZIONE AL VIAGGIO: IL NUOVO KAYAK

 

Il trekking in Sardegna mi ha convinto definitivamente del fatto che per affrontare lunghi viaggi in mare occorra un’imbarcazione che mi permetta di navigare con mare mosso e con venti sostenuti. Le condizioni meteo appena descritte le ho incontrate molto spesso in Sardegna e mi hanno costretto a navigare in condizioni al limite delle mie capacità. Mi è capitato per esempio, di ritorno da Spargi, di avere vento di traverso ed essere costretto a pagaiare con un solo braccio per tenere la rotta, con conseguenze disastrose dal punto di vista fisico. Nella traversata Budelli – Abbatoggia mi è capitato di avere il pozzetto continuamente allagato dalle onde di un mare mosso forza 3. Se avessi voluto navigare in condizioni meteo migliori avrei dovuto aspettare le calende greche per completare il trekking. Su queste riflessioni matura pian piano l’idea che mi occorra un mezzo diverso, più prestante. Inizio a fare un po’ di ricerche e mi imbatto in una miriade di siti che raccontano le gesta di kayaker esperti a bordo dei loro “kayak da mare”. E’ la versione più antica di kayak, quella inventata dagli Inuit 4000 anni fa in Groenlandia.[...]



Stretto meno di 60cm, lungo più di 5m, con pozzetto chiuso ermeticamente. Capace di una velocità massima di 9 nodi, ben al di sopra di quella del mio sit on top! Il prezzo non è proprio economico ma non ho alternative. Non ho alcuna esperienza su tale mezzo e se voglio percorrere un lungo trekking durante la prossima estate devo cominciare a provarlo sin da subito. Non ho molto tempo, dunque comincio una ricerca matta e disperata per trovare il modello che più si confà alle mie esigenze. A fine novembre 2013 ordino il Seabird SCOTT MV, 


un kayak che, almeno sulla carta, sembra avere quelle caratteristiche che cerco: ampio volume per il carico dell’attrezzatura, stabilità in mare anche mosso e ottima velocità di crociera. Il materiale di cui è costituito è in composito (fibre di vetro e di diolene), un materiale rigido, leggero e resistente agli urti.
Lo so. Dovrei almeno provarlo un kayak di questo tipo prima di comprarlo, ma non ho altra scelta perchè non conosco nessuno che ce l’abbia. Prima che arrivi il kayak acquisto tutta l’attrezzatura e l’abbigliamento occorrente alle uscite invernali. Mi sento come uno che compra una moto e tutto l’abbigliamento tecnico necessario, senza sapere come si guida e senza mai esserci salito sopra! Sono un po’ folle. Ma  questo già lo so!
Il 13 dicembre si materializza il nuovo kayak.


Mai visto niente di più bello! Ne sono già innamorato. Quattro giorni più tardi il varo nelle acque di Trani. Con la bottiglia di vino sostituita dalla focaccia barese. 


Per tutto l’inverno ogni occasione di buon tempo sarà sfruttata per fare un’uscita in kayak. Le prime impressioni sono buone. Subito un ottimo feeling con la stabilità del mezzo. Manovrabilità completamente diversa dal sit on top ma non ci vorrà molto tempo per imparare ad inclinare lo scafo per girare. La direzionalità, grazie alla deriva retrattile posteriore, è modificabile, tramite un comando sulla fiancata destra che ne regola il grado di uscita. Fantastico!!!
Qualche mese dopo, come ultimo acquisto, compro la Galasport Elite Carbon, una pagaia leggera, 700gr circa, interamente in fibra di carbonio, con lunghezza e sfasamento delle pale regolabili. La forma della pale è allungata, simile a quella della vecchia pagaia usata in Salento e Sardegna, a metà strada tra una pagaia groenlandese ed una europea olimpionica. Il feeling in acqua è ottimo. Mi ci trovo subito bene, soprattutto sulle lunghe distanze. Ora ho tutta l’attrezzatura per il lungo trekking che mi attende. Finalmente!

2 commenti

cribbio quella "barchetta" che gioiello!
sonia


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