Giro della Corsica in kayak - 1 AGOSTO - LO SPETTACOLO DI CALVI



Ho dormito comodo, talmente comodo che non voglio più svegliarmi. Merito della buona sagomatura del giaciglio che ho fatto prima di addormentarmi. Quando suona la sveglia delle 6 sento di colpo il rumore della tenda sbattuta dal vento e il forte sciabordio delle onde a riva. Comprendo che le previsioni del giorno prima, che davano ancora libeccio forza 3-4, sono confermate. Spengo la sveglia e decido di dormire un’altra mezz’oretta. Al successivo risveglio sento uno strano vocio fuori della tenda. Incuriosito, esco. Vedo delle persone a qualche decina di metri da me, armate di treppiedi e macchine fotografiche, che guardano tutte in una direzione. Io però non vedo nulla. Mi avvicino ancora un po’ e scorgo un paio di gambe femminili che fuoriescono dal bagnasciuga. [...]


Sono nel pieno di un set fotografico all’aperto! La cosa non mi entusiasma affatto. Mi accorgo di non poter fare la solita pisciata mattutina con lo sguardo rivolto al mare, ma devo accovacciarmi dietro la tenda come una femminuccia. La giornata parte male.
Sento cambiare il vento, che ora inizia a spirare da est, proprio nella direzione che dovrò percorrere. E’ un’occasione da prendere al volo! Smonto la tenda in un battibaleno e preparo il kayak per la partenza, saltando addirittura la colazione. La solita litigata con i frangenti a riva per prendere il largo e mi lascio lo spiaggione di Algajola alle spalle. Per un po’ il vento mi spinge. Poi, quando sono vicino al Porto della Marina di S. Ambrogio, 


ritorna il solito cazzo di libeccio e sono costretto a fermarmi sulla spiaggia più vicina. Faccio colazione con l’unico panino rimasto nel gavone e mi preparo ad una lunga, difficile traversata nel Golfo di Calvi, per raggiungere l’omonima città. Quando giro Punta Spanu, mi investe un vento tesissimo. Non riesco ad avanzare a più di 2 nodi. Per sei lunghi estenuanti chilometri lotto con onde alte più di 1 metro che si frangono sulle fiancate del kayak e faccio una fatica enorme a mantenere la direzione. Punto con la prua del kayak il promontorio di Calvi,


sul quale è arroccata la vecchia cittadella fortificata. La meta si avvicina


e dopo due ore di folle pagaiata, ormai allo stremo delle forze, giungo finalmente in vista della cittadella prima


e del porto poi.


 Al riparo dalle raffiche impetuose, raggiungo in scioltezza la spiaggia.


E’ stata la traversata più impegnativa da quando sono partito. Sono distrutto. Per un’oretta rimango immobile come il pannello solare steso sul kayak. Mi affido al sole per ricaricare le batterie. A meno che il vento non scada, la navigazione finisce qui, almeno per oggi.
Il panorama è mozzafiato! E’ come stare a Portofino avendo dietro le Dolomiti.


Mai visto niente del genere. E’ surreale per quanto è bello. “Ci rimarrò tutta la giornata, dovesse pure cessare il vento” sentenzio.
Ad un certo punto non credo alle mie orecchie: sento vicinissimo il fischio di un treno. Mi giro di scatto e vedo a 10m (diconsi dieci metri) dalla spiaggia un treno che passa. “Ma dove cazzo mi trovo” esclamo! Ancora basito oltrepasso gli alberi dietro la spiaggia alla ricerca della ferrovia. Quando la vedo ancora non ci credo;


una ferrovia che passa a 10m dal mare, sopraelevata solo di un paio di metri e senza nessuna protezione per i pedoni! 


Mai vista nella mia vita.
Chiudo tutta l’attrezzatura nel kayak e vado a saccheggiare il gigantesco supermercato a soli 100m dalla spiaggia.


Poi ritorno al kayak per riporre la spesa e mi dileguo nella città.
E’ bellissima! 



La percorro in lungo e in largo. Visito il porto, 




e le viuzze dietro il porto affollate di turisti che fanno shopping nei negozi.


Compro dei nuovi infradito, incredibile ma vero, a soli 5€. Meno di un panino!
Riesco, con immensa gioia, a trovare un negozio di pesca dove compro il filo di nylon più spesso che mi serviva per lo skeg.
Vado in un bagno pubblico dotato di tutti i comfort e immortalo l’indimenticabile evento con un selfie!


Mi perdo nella folla e per la prima volta mi sento un turista uguale agli altri. Stanchissimo, poco prima del tramonto, ritorno, carico a ciuccio, dal mio compagno d’avventura.
Non c’è più il sole in spiaggia. 


Aspetto ancora un po’ e davanti a me appare uno degli spettacoli più belli visti finora. Il tramonto sul Golfo di Calvi. 


Il mare diventa rosso dei raggi di sole che rimbalzano sui monti. L’apoteosi! Rimarrò incantato per una mezz’oretta buona, fino al calar delle tenebre.


Dopo tutto quello che ho mangiato nel pomeriggio non ho bisogno di cenare e quindi monto direttamente la tenda. Per la notte mi preoccupa un po’ la vicinanza del centro abitato e il via vai di persone sulla spiaggia. Infatti ci vorrà un po’ di tempo fino a che mi addormenti. Domani le previsioni sono buone e spero di percorrere finalmente un lungo tratto di costa.


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