Giro della Corsica in kayak - 9 AGOSTO - CAMBIO DI COSTA



Alle 5:30 sono in piedi. La colazione procede abbondante grazie alle scorte rimpinguate a Santa Giulia. Faccio un giretto nel villaggio, approfittando della tenue luce dell’aurora. [...]


Non appena vengo raggiunto in spiaggia dai primi bagnanti, tutti nudi e tutti uomini, capisco che è ora di levare le tende. Scappo col kayak da Punta Chiappa e mi addentro nel Golfo di Porto Vecchio. Supero il faro


e inizio la traversata col mare liscio come l’olio. Il panorama dei monti dietro il golfo è magnifico. I profili montuosi si accavallano e si sovrastano colorandosi via via di tinte più chiare fino a diventare dello stesso colore del cielo.




Sfioro un vecchio faro, proprio in mezzo al golfo.


Poi un gruppo di scogli affioranti. 


Si alza nel frattempo un delizioso scirocco da poppa che mi rende la pagaiata meno pesante. Faccio la prima sosta a Pinarellu e la seconda all’Anse de Favone. 



La giornata è calda e umida e sono costretto a fare più soste per bere e rinfrescarmi con un bagno. Termino anche le scorte d’acqua e sono costretto a farmi riempire la sacca d’acqua in un bar. Me la riempiono di acqua refrigerata addirittura! Ormai, a fine trekking, posso affermare con sicurezza che i Corsi sono gente ospitale e gentile, anche con gli italiani. Alle 14:30 arrivo al Porto di Solenzara


e atterro sulla prima spiaggia che vedo. 


Riprendo poi il largo lasciandomi alle spalle gli ultimi chilometri di costa verde e frastagliata.


Dopo, solo distese sabbiose con vegetazione bassa e vacche al pascolo.


La costa è cambiata. Ho lasciato le ultime rocce prima di Solenzara e le rivedrò solo a Bastia. Gli spiaggioni di natura alluvionale della costa orientale sono iniziati. Si apre l’ultima fase del trekking, fatta di pagaiate ininterrotte lungo una monotona costa dorata. Di tanto in tanto qualcosa di diverso attira la mia attenzione: un relitto semiaffondato,


due gendarmi a cavallo.


un albero in riva al mare appoggiato sulle radici.


La voglia di terminare il giro cresce di giorno in giorno e mi spinge a percorrere più chilometri che posso. Gli acciacchi cominciano a farsi sentire e soffro soprattutto per una fastidiosa contrattura alla parte destra del trapezio che mi costringe a ripetuti stretching sul kayak, durante la navigazione. Supero Ghisonaccia e pagaio le ultime miglia fino all’Etang di Urbino. Posso atterrare in qualunque punto perché la costa è tutta sabbiosa. Dopo aver percorso 55km decido che per oggi può bastare. 


Con questo ritmo dovrei farcela a raggiungere Bastia entro la mattinata di dopodomani e prendere il traghetto delle 14 per Livorno. Se domani faccio altri 50km me ne rimarranno una ventina dopodomani e potrò arrivare così in tempo a Bastia. Sono assorto in questi pensieri mentre mangio la polenta con salsiccia e formaggio in riva al mare. Sono isolato, non c’è linea, non posso dare la mia posizione sul sito. Nessuno sa dove mi trovi in questo momento. Che bello! 


EmoticonEmoticon