Grecia Ionica in kayak - GENESI DEL VIAGGIO

Ho iniziato a sentire la mancanza delle emozioni provate nel lungo trekking in Corsica probabilmente il giorno dopo essere ritornato a casa. Nei primi mesi del 2015 sono ormai in piena crisi di astinenza e inizio a pensare seriamente alla prossima meta. Mi metto in contatto telefonico con Giacomo Della Gatta per vagliare la sua disponibilità ad 0rganizzare insieme un lungo viaggio itinerante in kayak. Mi propone un trekking lungo l’intera costa della Tunisia, da nord a sud. L’idea non è affatto male, tranne per il fatto che sarei dovuto scendere fino in Sicilia per prendere poi il traghetto fino a Tunisi. Comunque, accetto la proposta con piacere e inizio a guardare un po’ le caratteristiche climatiche e geografiche della Tunisia. Non passa nemmeno un mese che iniziano a diffondersi voci di possibili attentati proprio nello stato tunisino. Decidiamo insieme di attendere ancora un po’ per vedere l’evolversi della situazione. Il progetto del trekking tramonterà definitivamente quando Giacomo sarà chiamato a guidare una spedizione in kayak lungo la costa est della Groenlandia proprio nei mesi estivi in cui era prevista la partenza in Tunisia. Lo capisco; è per lui un’occasione da non lasciarsi sfuggire. Probabilmente al suo posto avrei fatto lo stesso. Chi non vorrebbe pagaiare nei mari che hanno visto nascere il kayak ben 4000 anni fa!?
A questo punto, come nei due anni passati, mi ritrovo nuovamente ad organizzare il viaggio da solo. Non mi rimane che scegliere una meta per un trekking in solitaria, pianificando tutto a puntino come in Corsica. Il primo obiettivo che mi pongo è quello di non allontanarmi troppo dalla Puglia. Il secondo è quello di pagaiare in un mare bellissimo. Le due mete a cui penso subito si affacciano entrambe sul mare Adriatico e sono i Balcani e la Grecia Ionica. Alla fine, dopo diversi giorni passati ad informarmi e a valutare pro e contro dell’una e dell’altra soluzione, opto per la Grecia Ionica. Sono cinque isole principali; da nord a sud: Lefkada, Meganisi, Itaca, Cefalonia e Zante.

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La pianificazione del viaggio non è facile. I collegamenti tra la Puglia e le isole ioniche non sono il massimo della praticità. Le tratte con partenze giornaliere arrivano a Igoumenitsa o Patrasso.


Andrebbero bene se non fosse per il fatto che distano circa 100km dalle più vicine isole dell’arcipelago ionico. Dovrei percorrere 200km in kayak pagaiando per due volte sullo stesso tratto di costa. Non è bello. Se si può evitare è meglio evitare. L’alternativa, unica e sola, è quella di prendere il traghetto che da Bari passa per Corfù, Sami (sull’isola di Cefalonia) e Zacinto (sull’isola di Zante). 


Il problema è che questo traghetto non parte tutti i giorni ma all’incirca una volta a settimana, sia all’andata che al ritorno. Se all’andata il problema è ovviabile, al ritorno non lo è per via della non prevedibilità della data di arrivo. Rischio di completare il giro delle isole e di aspettare anche una settimana per riprendere il traghetto fino a Bari. In questo caso c’è bisogno assolutamente di un campeggio vicino al porto di partenza, possibilmente sul mare. Sami sembra il posto giusto per iniziare e concludere il trekking; si trova sull’isola di Cefalonia, che è al centro dell’arcipelago, e ha anche un bel campeggio sul mare a pochi passi dal porticciolo. Bingo! Non resta che disegnare sulle mappe satellitari il miglior tragitto possibile tra le isole per minimizzare i tratti di costa da percorrere due volte, sfruttare i venti predominanti e coordinare il tutto con gli eventuali spostamenti in traghetto tra le isole.
L’unica traversata da fare eventualmente in traghetto è quella da Cefalonia a Zante e viceversa. Sono 15km nel punto di minor distanza tra le isole. Troppi per essere percorsi in solitaria, in mare aperto e senza una barca d’appoggio. 


Il traghetto che collega le due isole fa la tratta Pesada – Agios Nikolaos.


Tra le altre isole invece nessun problema: Itaca e Cefalonia distano solo 3km (anche se il canale è famoso per essere molto irrequieto) e Meganisi e Lefkada sono praticamente attaccate. L’unica traversata impegnativa è quella da Itaca a Meganisi. Sono 15km, non in mare aperto, e con la possibilità di sosta a metà tragitto sull’isolotto di Arkoudi.


Le coste più pericolose sono quelle occidentali di Lefkada, Cefalonia e Zante; confinano col mare aperto e sono battute dal vento prevalente che è il maestrale. Decido di percorrerle tutte e tre in senso antiorario, mettendomi il maestrale a poppa lungo le coste occidentali.



Guardando la mappa satellitare mi rendo conto che la costa nel Golfo di Argostoli a Cefalonia non è nulla di chè; decido quindi di tagliare il golfo risparmiandomi un bel po’ di miglia. Decido di fare la stessa cosa con la Baia di Vlicho a Lefkada.


A questo punto posso disegnare il percorso che, a meno di imprevisti, mi guiderà tra le isole dell’arcipelago.

1) Partenza da Sami e traversata Cefalonia - Itaca
2) Arrivo alla punta nord di Itaca
3) Traversata Itaca - Meganisi
4) Circumnavigazione di Lefkada
5) Completamento della circumnavigazione di Meganisi
6) Traversata Meganisi – Itaca
7) Completamento della circumnavigazione di Itaca
8) Traversata Itaca – Cefalonia e arrivo a Pesada
9) Traghetto da Pesada ad Agios Nikolaos
10) Circumnavigazione di Zante
11) Traghetto da Agios Nikolaos a Pesada
12) Arrivo a Sami e completamento della circumnavigazione di Cefalonia


Il giro dovrebbe essere lungo tra i 600 e i 700km e durerà tra i 15 e i 20 giorni, a seconda del meteo. Poi bisogna calcolare i giorni di attesa in campeggio a Sami fino alla partenza del traghetto di ritorno.
Almeno sulla carta il trekking è fattibile. Non resta che compiere il rito dell’acquisto su internet del biglietto di sola andata (sic!).  Inizio a pregustare il viaggio e a luglio sono già in fibrillazione per l’imminente partenza. 
Questa volta il kayak è in perfetto stato. Ho sostituito lo skeg subito dopo il ritorno dalla Corsica. Ho imparato a sistemare l’attrezzatura nei gavoni e ho accumulato sufficiente esperienza di navigazione.  Prima di partire ordino su internet la cartina della Grecia Ionica (altro rito importantissimo!). Per tutta l’estate mi esercito nella tecnica dell’eskimo come ulteriore e fondamentale linea di difesa in caso di capovolgimento. 


È tutto pronto. Vamos!


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