Grecia Ionica in kayak - 4 AGOSTO - TRAVERSATA BURRASCOSA



Senza caffè la giornata parte male. E’ incredibile quanto mi manchino quei sorsi alla tazza di caffè caldo! La manopola del gas del fornello è bloccatissima e a niente valgono i miei sforzi per girarla. Probabilmente il blocco è dovuto al contatto con l’acqua di mare che ha allagato il gavone posteriore tre giorni fa. Ripiego amaramente su biscotti e brioche. Ma mi basta alzare lo sguardo da terra per scordarmi tutto. La costa est di Zante mi regala quest’alba spettacolare!


Alle 7:15 sono in acqua. Il mare è calmo e posso finalmente girare Capo Krioneri. 


Dopo 2-3 ore di navigazione ho una gran voglia di fare colazione con qualcosa di caldo. Nei pressi di Alykes trovo un bar a pochi passi da una spiaggetta striminzita.


Hanno finito i cornetti e il caffè che mi portano è acqua colorata. Riparto delusissimo. 
A spingermi verso Agios Nikolaos c’è un levante al giardinetto ad hoc. Solco il tratto di mare fino alla mia meta in scioltezza assoluta e mi concentro ad osservare e fotografare la costa.



Arrivo nei pressi di Agios Nikolaos all’ora di pranzo, dopo un’ora e mezza di navigazione.


Atterro su una spiaggetta di ciottoli, poco prima del porto. 


Proprio a ridosso della spiaggia, c’è un bar attrezzato di tutto punto. Mangio e bevo su un terrazzino panoramico senza perdere mai di vista il kayak.


Scambio due chiacchiere con una coppia di signori milanesi.


Sono due persone gentili e affabili. Si offrono addirittura di andare in farmacia a comprarmi non una ma due pomate! Una per la puntura di vespa e una per la micosi che mi è venuta nell’interno coscia a causa del contatto prolungato col costume umido. 
Il traghetto parte alle 19 e ho ancora un paio d’ore di tempo per navigare col kayak fino alla spiaggetta dove ruppi il kayak all’andata e trasportarlo poi sul molo.
Nell’attesa, decido di chiedere il piacere al barista di caricare la grossa batteria al litio da 20.000 mAh. Mi dirigo poi a piedi verso il porto per fare un po’ di cambusa in un market. Quando mi affaccio suIla porta per uscire, mi accorgo che fuori diluvia! 


Decido di raggiungere comunque il bar, dove trovo le persone venute su dalla spiaggia, compresse come sardine per ripararsi sotto i tendoni. Va via anche la corrente. Rifletto sul fatto che proprio oggi che volevo ricaricare le batterie col pannello solare e col caricatore da 220V, è andato via sia il sole  che la corrente! In questo trekking, è proprio il caso di dirlo, la sfiga è la mia compagna d’avventura. La disperazione sul mio volto.


Sotto i tendoni ritrovo Francesco, il ragazzo che mi dette una mano all’andata a trasportare il kayak dal molo alla spiaggetta. 


Mi promette di darmi una mano anche questa volta. Scendo giù al kayak per prepararmi a salpare sotto la pioggia. Navigo fino alla spiaggetta, 


ma non posso sbarcare perché è occupata da un gommone.  Il proprietario gentilmente lo sposta e mi dà anche una mano a trasportare il kayak sulla banchina. 


Mentre faccio il biglietto per il ritorno, si alza un maestrale fortissimo che ingrossa il mare del porticciolo malamente riparato.


Le barche a vela, ormeggiate le une accanto alle altre, iniziano a urtarsi pericolosamente. Alcune vengono disormeggiate e allontanate dal porto per evitare il peggio.


Inizio a temere per il viaggio del ritorno. Quando arriva il traghetto, il mare è davvero in burrasca. Stento a credere che possa attraccare. Ci credo solo quando vedo abbattere il portellone prodiero. Stavolta Francesco c’è e mi da una mano a caricare il kayak sul traghetto. Lo ringrazio prima di salutarlo con un ultimo abbraccio. Salgo sul ponte per non perdermi lo spettacolo della navigazione con questo mare. Sotto di me i marinai completano le operazioni di disormeggio sotto una pioggia incessante. La traversata procede tranquilla, nonostante il forte beccheggio dovuto alle onde. 


Mi fanno compagnia una coppia di simpatici camperisti di Udine 


e un ciclista solitario irlandese che sta completando un lungo tour in Grecia.


Quando arriviamo in porto a Pessada, sarà proprio lui a darmi una mano a portare il kayak dal molo allo scivolo. Ha smesso di piovere ma la temperatura è scesa di parecchi gradi. Decido di passare la notte vicino al porto, montando la tenda sullo scivolo di cemento. Il posto non è dei migliori ma è la migliore soluzione con un tempo così. Salto la cena e vado a letto subito. 


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