Giro della Corsica in kayak - 27 LUGLIO - DISCESA VERSO SAN FLORENT



La sveglia delle 6 mi ricorda che è un nuovo giorno. Quando esco dalla tenda il sole ancora non c’è. [...]


Fa molto freddo e ho bisogno di indossare due felpe per difendermi dall’aria pungente del mattino. Le temperature non sono quelle della Puglia. Mi trovo a circa 200 km più a nord. Tornerò alle latitudini della mia terra quando arriverò nei pressi di Bonifacio, all’estremo sud dell’isola. Faccio colazione ma il pensiero è altrove. Penso e ripenso a come riparare quel dannato skeg. Me la prendo abbastanza comoda per non rischiare di dimenticare quelle piccole cose che mi sono promesso di fare. Nel frattempo arrivano in spiaggia le due coppie di ragazzi che ho incontrato la sera prima. Hanno dormito in due tende imboscate nella macchia dietro la spiaggia. Me ne accorgo solo ora. Sono contento; un po’ di compagnia non mi dispiace affatto.
Prima di ripartire svuoto il pozzetto dall'acqua imbarcata durante l'atterraggio della sera prima. Mi accorgo solo in questo momento che la pompa non funziona. La guarnizione in gomma si è distaccata dallo stantuffo! L'interno della pompa non è accessibile e sono costretto a smettere ogni tentativo di ripararla. Le imprecazioni volano e si perdono nella brezza mattutina. Nella malaugurata ipotesi di un ribaltamento del kayak sarò costretto ad atterrare per svuotare manualmente il pozzetto. Ci mancava solo questo!
Quando riparto il sole è già alto sull’orizzonte. Il mare è mosso e ho bisogno dello skeg per tenere la rotta con lo scirocco al mascone. Ma come farlo uscire? Le onde mi impediscono di salire sul kayak dove l’acqua è profonda abbastanza da non far toccare lo skeg sul fondo. Chiedo allora aiuto ad uno dei due ragazzi. Mi tocca spiegargli in inglese come tirarlo fuori e bloccarlo col pezzo di legno nella posizione ottimale. Un casino! Alla fine ci riesce e per questo lo ringrazio tantissimo. Quando lascio la spiaggia è tardissimo e mi tocca pagaiare energicamente per recuperare un po’ di tempo.


Il mare si gonfia e non mi dà tregua fino all’arrivo, intorno alle 11, al porto di Centuri, dove mi fermo per riposarmi e mangiare qualcosa.


Parcheggio il kayak in posizione tale da non far toccare lo skeg sul fondo e lo fisso con delle cime alla banchina. Mi viene la febbre a pensare di doverlo fare ad ogni sosta. Fino a che non lo riparo però, non c’è alternativa. Dopo un’oretta riparto, fiancheggiando  il vicino isolotto 


e dirigendomi a sud. Il mare è sempre più incazzato!


Quando il sole fa capolino tra i bianchi nuvoloni che coprono la terra ferma, i riflessi sullo scisto bagnato sono accecanti.


Fotografo tratti di costa bellissimi


prima di arrivare all’Anse d’Aliso.


Proseguo lungo la costa 


fino ad arrivare alla Marine de Scalo,


dove mi lego ad una boa 


per leggere le previsioni meteo con lo smartphone, approfittando della copertura 3G nel centro abitato.
Doppio Punta Minervio 


e mi godo un panorama fantastico dove la costa altissima e rocciosa sovrasta un mare blu cobalto.


Arrivato a Marina di Giottani, entro nel porticciolo turistico


e fermo il kayak sulla rampa di sbarco dei gommoni.


Sono le 16 e ho una fame da lupi. Ordino un panino al bar vicino e completo il pasto con cereali e frutta secca che stuzzico mentre consulto la mappa geografica del tratto che mi rimane da percorrere.


Riprendo il mare un’ora più tardi,


doppiando prima Punta di Canelle, il punto più a ovest di Capo Corso, e costeggiando poi gli enormi spiaggioni di sabbia scura di Albo


e Nonza.


Incastonati nella roccia e illuminati dalla calda luce del sole al tramonto, dei caseggiati abbandonati svettano sulla costa frastagliata.


Poche miglia mi separano da Marine de Farinole, dove si trova la spiaggia che ho prescelto per la sosta notturna. Quando la scorgo all’orizzonte, 


ho percorso più di 40 km e nonostante ciò, quasi mi dispiace di interrompere la navigazione lungo questa costa meravigliosa. La spiaggia è lunga e larga.


Mentre mi preparo una deliziosa polenta con funghi porcini, il ristorante vicino inizia a riempirsi di gente. Gli schiamazzi dei turisti mi accompagneranno fino a sera inoltrata. E’ stata una giornata dura ma bellissima, carica di immagini e ricordi indelebili. Durante le lunghe pagaiate ho pensato e ripensato al sistema da adottare per estrarre lo skeg durante la navigazione. Sono ottimista. Riuscirò a risolvere il problema! Il giorno del giudizio è solo un brutto ricordo. Posso addormentarmi col sorriso.


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una domandina tecnica: che tipo di cartina geo consulti?


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