Grecia Ionica in kayak - 3 AGOSTO - IL GOLFO DELLE TARTARUGHE


Alle 6 sono fuori della tenda. Inizio la colazione con lo spettacolo del sole[...]


Quando finisco, faccio quattro passi lungo la spiaggia e trovo il carapace di una tartaruga morta.


A dire il vero, ieri sera mi ero addormentato con la speranza di incontrare oggi qualche tartaruga. Non così però! Ritorno alla tenda e ultimo i preparativi per la partenza che, oramai, dopo tanti giorni di trekking, avviene puntualmente alle 7:30. Poco dopo, incontro il bell'isolotto di Agios Sostis e faccio qualche foto all'ingresso di una baietta, dove svolazzano strani teli bianchi appesi ad una corda lunghissima. 


Decido di fermarmi a fare una colazione seria in uno dei tanti bar che si affacciano sul mare, lungo lo spiaggione di Laganas. 


Il proprietario di uno di questi è molto incuriosito dal mio kayak e mi fa un sacco di domande sul mio viaggio. Rimane affascinato dalla mia avventura in solitaria e vuole offrirmi a tutti i costi la colazione. Accetto volentieri, ringraziandolo di cuore. Dopo la seconda colazione di fila, posso dirmi soddisfatto e riparto baldanzoso per terminare il giro del golfo.
La costa è bassissima e interamente sabbiosa. Si intravedono dei piccoli tralicci che tengono lontani i bagnanti dai siti dove le tartarughe hanno deposto le uova.


Terminato il lungo litorale sabbioso, inizia ad apparire una costa rocciosa, via via più alta.




Faccio una sosta breve sulla spiaggia di Sekania. 


E’ già da qualche giorno che penso al traghetto del ritorno. Approfitto dell’ottima ricezione in spiaggia per telefonare all'agenzia viaggi e chiedere informazioni. Mi confermano che dovrò attendere il traghetto del 10 agosto per ritornare in Italia. Verosimilmente, mantenendo queste medie di viaggio, arriverò a Sami intorno al 6 agosto e dovrò quindi rimanere in campeggio 3-4 giorni. Poco male, mi dico. Ne approfitterò per girare un po’ Cefalonia. 
Dopo il tuffo nel futuro, mi rituffo nel presente; l’obiettivo della giornata è quello di superare la città di Zacinto e girare poi Capo Krioneri. Mi rimetto in marcia e doppio Capo Gerakas, uscendo definitivamente dal Golfo di Laganas.


Risalgo ancora un po’ la costa e sbarco infine su una spiaggia superattrezzata, dribblando un po’ di tutto: dalle moto d’acqua ai motoscafi, dai pedalò fino alle persone che volano con gli idrogetti! Mi fa storcere un po’ il naso vedere tanta gente che ricorre a queste fugaci esperienze adrenaliniche per portare a casa il ricordo di una bella vacanza. La natura elargisce lente e impagabili emozioni, senza far pagare alcun prezzo. 
Una volta sbarcato, vengo attratto dal ristorante proprio sopra la spiaggia. Il tempo di chiudere tutto nel kayak e sono già seduto al tavolo. 


Oggi mi faccio male: ordino moussaka, la parmigiana greca di melanzane e carne, e peperoni ripieni di carne.


Da bere occorreranno sicuramente due birre medie. E così è! Riscendo al kayak notevolmente appesantito ma felice. Mi attende una costa est estremamente antropizzata, che posso superare sonnecchiando. A tenermi sveglio c’è un allegro maestralotto contrario che a queste latitudini africane è meglio della bonaccia. 
Faccio qualche miglio, costeggiando un litorale pieno zeppo di costruzioni,


e mi fermo alle porte di Zacinto, sulla spiaggia di Argassi.


Birretta e riparto. Navigo sotto costa, a lambire i moli del porticciolo turistico e del porto di Zacinto poi.



Fila tutto liscio, senza brutti incontri. I palazzoni di Zacinto sfilano alla mia sinistra ed è la prima volta da quando sono partito che vedo una vera e propria città. Non ne sono entusiasta. Avanzo fino ad avvicinarmi a Capo Krioneri. Qui, il maestralotto allegro, diventa così cattivo da sferzare il mare con rafficoni potenti a tal punto da impedire ai pescherecci di uscire. Sono costretto a riparare sulla prima spiaggetta brutta e ciottolosa che vedo.


La speranza di riprendere il mare svanirà al tramonto, mentre Eolo ancora si diverte a soffiare. La cena, giustamente magra, sarà a base di taralli e formaggio; non perché lo volessi ma perché la manopola del fornello a gas è bloccata e non ho gli attrezzi per smontarla. 
Mi rassegno all'idea di passare la notte in questo brutto posto e zavorro la tenda con le pietre più pesanti che trovo nei dintorni. Domani, se tutto va bene, finirò il giro di Zante e ritornerò ad Agios Nikolaos, dove prenderò il traghetto per Cefalonia. 


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