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Grecia Ionica in kayak - TRACCIA GPS E NUMERI DEL VIAGGIO
DURATA DEL VIAGGIO: 16 giorni
GIORNI DI NAVIGAZIONE: 16
KM PERCORSI:
21 luglio 15.3km
22 luglio 46.3km
23 luglio 37.4km
24 luglio 51.5km
25 luglio 25.5km
26 luglio 32km
27 luglio 44.5km
28 luglio 30km
29 luglio 39.9km
30 luglio 45km
31 luglio 44.6km
1 agosto 32.6km
2 agosto 37.9km
3 agosto 36.5km
4 agosto 22.9km
5 agosto 35.2km
6 agosto 22.8km
TOTALE 599.9km
MEDIA: 37.5 km/giorno
Grecia Ionica in kayak - 6 AGOSTO - L'ARRIVO A SAMI
Durante la notte sono stato male. La lontananza di Scott non mi ha fatto bene. Mi sono svegliato nel cuore della notte perché mi sentivo soffocare. Ho aperto le finestre per prendere aria ma, quando sono entrato in bagno, mi sono accasciato al suolo, semisvenuto. Per fortuna mi sono ripreso poco dopo e ho continuato a dormire fino alla sveglia delle 6.
Prendo tutta la mia roba, scendo in reception per pagare e lasciare le chiavi e corro in spiaggia per controllare il kayak. Per fortuna nessuno ha toccato nulla. Posso fare colazione tranquillamente nel vicino bar e godermi un’alba spettacolare.
Dopo un’oretta sono in acqua.
Mi aspettano le ultime 14 miglia di trekking. Ho l’umore a mille e il cuore che batte più forte del solito. Decido di non fare alcuna sosta e tirare dritto fino all’arrivo. La navigazione scorre tranquilla fino a Capo Dihalia.
Quando giro il capo e scorgo da lontano il porto di Sami,
non riesco a trattenere l’emozione e le lacrime. E’ stato un trekking durissimo, mi è successo di tutto. Mi rivengono in mente i mille momenti belli e brutti di questi 16 giorni per mare: l’attraversamento del canale rafficatissimo tra Cefalonia e Itaca, le immersioni sulla costa nord di Itaca, la traversata pericolosissima fino a Meganisi, la febbre dopo il giro di Lefkada, l’incontro con Gwendal, il traino della “Santa Domenica”, la tartaruga avvistata a Pessada, la rottura del kayak a Zante, le raffiche forza 6 della costa ovest, la burrasca prima dell’imbarco, il diluvio di ieri sera, le delicatissime sfumature delle albe e i superbi colori dei tramonti. Emozioni indescrivibili che voglio portare dentro di me per tutta la vita. E’ stato un trekking difficile: percorso interamente in solitaria, in condizioni fisiche precarie e in un paese straniero.
E’ con questi pensieri che mi avvicino al porto di Sami, mentre le lacrime mi solcano il viso. Un crescendo di pensieri, ricordi ed emozioni che culmina quando la prua dello Scott ritocca la spiaggia da cui tutto ebbe inizio il 21 luglio.
Decido di farmi una foto che possa riassumere quello che sto provando. Voglio un ricordo di questa felicità immensa che mi pervade. Mi attacco alla prua del kayak e lancio il cappello in aria. Dopo 16 giorni, posso finalmente togliermelo!
Sulla spiaggia ritrovo i camperisti di Udine, Elio e Fabrizia, che ho incontrato due giorni fà sul traghetto Zante – Cefalonia. Mi regalano il loro cavo di ricarica per l’iphone e mi accompagnano col camper a visitare il campeggio Karavomilos, dove rimarrò 4 giorni.
Il pomeriggio del 10 agosto salirò sul traghetto che mi riporterà a casa.
Finisce qui il mio viaggio. Lo dedico, come sempre, a tutti i sognatori, a coloro che non sanno vivere troppo distanti dal mare, a chi sa immaginare un mondo migliore, ai viaggiatori di ogni età che, come me, vivono di emozioni.
Grecia Ionica in kayak - 5 AGOSTO - DILUVIO A POROS
Alle prime luci dell’alba, la luce dei lampioni colora di giallo il cemento attorno alla tenda.
L’atmosfera non è quella solita che ritrovo al mattino fuori dalla tenda. Manca il “wild” della spiaggia deserta, del buio approdo della sera prima da riscoprire al mattino con le prime luci dell’alba. E’ tutto così grigio! Durante la notte non ha piovuto ma l’umidità notturna ha bagnato qualsiasi cosa. Consumo la misera colazione, orfana del caffè. Le piacevoli abbuffate mattutine sono solo un ricordo. Alla partenza, devo risolvere il problema del trasporto del kayak fino allo scivolo . Non c’è anima viva nei paraggi e devo farcela da solo. Metto un legno sotto la prua del kayak e lo alzo dalla poppa facendolo ruotare di 180°. Poi faccio la stessa cosa mettendo il pezzo di legno sotto la poppa e alzandolo da prua. Una faticaccia bestiale! Alla fine riesco a far arrivare lo Scott fino alla minuscola spiaggetta dello scivolo. La partenza avviene sotto lo sguardo vigile dell’unica oca presente.
La navigazione è allietata dalla mancanza del sole e da una leggera brezza che mi spinge fuori dal golfo.
Faccio la prima sosta su una spiaggia, per consultare il meteo e le mappe satellitari. Riparto alla volta di Katelios, distante 7km circa. Quando arrivo, è ora di pranzo e la vista dei pesci in esposizione mi fa venire l’acquolina in bocca.
Opto per un pranzetto a base di pollo e funghi con l’immancabile accompagnamento della birra greca alla spina. Mancano 35km a Sami. E’ inutile spezzarmi la schiena per percorrerli tutti oggi, dato che il traghetto per Bari è partito ieri ed il prossimo partirà fra 5 giorni. Decido quindi di prendermela comoda e arrivare per il pernotto a Poros, distante una quindicina di km.
Dopo aver schiacciato un pisolino all’ombra di un folto albero, riparto alla volta di Skala. Doppio Capo Mounda e dopo pochi km raggiungo lo spiaggione di Skala.
Oltrepasso la strada e raggiungo un bar per sorseggiare una birra ghiacciata.
Riprendo il largo, attraversando splendidi tratti di costa.
Alle 19 fermo il kayak sullo spiaggione di Poros.
Parte un vento molto forte e rafficato, che non promette nulla di buono. La novità del giorno è che non funziona più il cavo di ricarica dell’iPhone. E’ il secondo! Non appena approdo sulla costa est di Lefkada non funzionano più i cavi. E’ il triangolo delle Bermuda dei cellulari! Mentre vago per Poros alla ricerca di un negozio che venda il cavo maledetto, il cielo si scurisce e inizia a piovere copiosamente. Decido di ritornare al kayak e di ripararmi nel vicino ristorante all’aperto. Mentre consumo la cena, la pioggia diventa torrenziale e iniziano a cadere saette ovunque. Abbandono il gazebo, ormai in procinto di volare, e mi riparo al chiuso, dentro il ristorante.
Il kayak giace abbandonato sulla spiaggia. Ho il 5% di batteria sul cellulare. Peggio di così non si può! Quando gli occhi iniziano a chiudersi per la stanchezza, arriva il momento di prendere una decisione. In spiaggia è troppo pericoloso montare la tenda e io devo assolutamente riposare. Chiedo al ragazzo del ristorante dove sia l’albergo più vicino e me lo indica a soli 100m di distanza. Raggiungo il kayak sotto il diluvio universale e prendo l’occorrente per passare la notte fuori. Chiudo tutto e scappo fino all’albergo, dove prendo una camera per la notte. E’ mezzanotte passata e, non appeno tocco il letto, ho giusto il tempo di impostare la sveglia alle 6, prima di piombare in un sonno profondissimo.
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